sabato 24 marzo 2012

Economia:"Banche troppo lente, ma il Microcredito in Calabria funziona"

COSENZA, 23 MARZO 2012- Il microcredito è uno strumento finanziario di grande valenza, capace di favorire l’occupazione e l’inclusione sociale. Le banche devono essere più veloci nell’istruzione delle pratiche di finanziamento e devono comprendere appieno che il criterio di valutazione delle richieste non può essere quello che comunemente viene applicato nei prestiti alle imprese, ma deve, invece, tener conto del fatto che i clienti microcredito sono le cosiddette persone “non bancabili”, cioè incapaci di fornire garanzie. È questo il concetto più espresso al seminario sul tema “Sistema creditizio e inclusione finanziaria: la sfida del microcredito” , che si è concluso stamattina, dopo la prima giornata di ieri, a Rende, nella sede della BCC Mediocrati. Se nella prima giornata dei lavori ha tenuto banco l’aspetto tecnico del seminario, una sorta di “istruzioni per l’uso”, con interventi di tecnici e di promotori di diverse microimprese, quella di stamattina ha assunto un aspetto più politico, anche per la presenza degli onorevoli Mario Baccini, presidente dell’Ente nazionale per il Microcredito, e Pino Galati. È toccato al presidente di BCC Mediocrati, Nicola Paldino, aprire i lavori, in qualità di padrone di casa. Paldino ha sottolineato come siano già in opera ben 25 progetti, tutti della BCC Mediocrati, e di come il problema delle garanzie sia stato in qualche modo superato attraverso la figura del “garante morale”, grazie al sostegno della Chiesa. Paldino ha anche messo in evidenza come BCC Mediocrati sia l’unica banca italiana a cui il Fei ha concesso un fanting di 3 milioni di euro proprio per il microcredito. Il primo affondo contro le banche è arrivato da Bruno Calvetta, dirigente generale della Regione al dipartimento Lavoro, Famiglia e Politiche sociali. È lui il primo, anche se l’aveva già fatto Sergio Campone, di Fincalabra, ieri, e lo farà, quasi alla fine dei lavori della mattinata, anche il suo presidente Umberto De Rose, a sollecitare gli istituti di credito verso un’accelerazione dei tempi delle pratiche. In più, Calvetta, ha portato una buona notizia: la Regione farà il fondo rotativo, notizia che avrebbe dovuto comunicare all’uditorio l’assessore regionale al Lavoro Francescantonio Stillitani, previsto in programma ma impossibilitato a venire. E il dirigente regionale ha anche aggiunto che «la Regione ha pensato ad un altro fondo di garanzia per garantire l’accesso al credito anche ad imprenditori. Anche per loro, come avviene già per il microcredito, si darà, così, la possibilità di restituire solo il capitale, fino a 30 mila euro, e nessun interesse». Al coro contro i tempi lunghi delle banche si è unito anche Ernesto Madeo, presidente di Confcooperative di Cosenza, per il quale «troppo spesso il credito è rivolto solo a chi può offrire garanzie, senza tener conto del “talento” e dell’idea imprenditoriale». Per il presidente di Fincalabra, De Rose, nonostante il buon avvio del sistema microcredito, in Calabria «sono ancora molti a non conoscerne le possibilità operative. Occorre fare maggiore promozione e divulgazione». A concludere il seminario è stato l’onorevole Mario Baccini, che ha sottolineato «come non si debba scambiare il microcredito con la lotta alla povertà. La funzione pubblica del nostro Ente – ha continuato Baccini – sta nell’individuare, tra le fasce deboli della società che intendono avvalersi dello strumento finanziario, coloro capaci di fare imprenditorialità. Noi li formiamo, li accompagniamo nella vita aziendale fino alla restituzione del denaro offertogli. La nostra funzione sta nel dare dignità a chi attinge al microcredito, nel lavorare per chi senza di noi non avrebbe speranza». L'addetto stampa Mario Tursi Prato

mercoledì 4 gennaio 2012

Il 2012 è l'Anno Europeo dell’Invecchiamento Attivo e della Solidarietà tra le Generazioni

L’anno appena iniziato è stato proclamato dall’Unione Europea “Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni”. Un’occasione dunque per sostenere ed incoraggiare gli sforzi degli Stati membri, delle autorità regionali e locali, delle parti sociali e della società civile alla promozione dell’invecchiamento attivo volto ad una maggiore valorizzazione del potenziale degli ultrasessantenni, che costituiscono parte della popolazione in continuo aumento, e ad una maggiore cooperazione e solidarietà tra le generazioni.
In risposta alla sfida demografica che i Paesi dell’UE devono affrontare, l’Anno europeo 2012 vuole promuovere:
• L’invecchiamento attivo nel mondo del lavoro consentendo così alle donne e gli uomini over 65 anni di apportare il loro contributo;
• L’invecchiamento attivo nella comunità attraverso il volontariato;
• Un invecchiamento sano e una vita indipendente;
• Il rafforzamento della solidarietà tra generazioni al fine di creare una società attenta a tutte le età.
L’invecchiamento attivo, definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “processo di opportunità per la salute, per la partecipazione e per la sicurezza al fine di migliorare la qualità della vita mentre le persone invecchiano”, vuole garantire alle persone di ogni età, la possibilità di partecipare alla società secondo i loro bisogni, desideri e capacità, garantendo loro adeguata protezione e assistenza.
Le autorità nazionali sono quindi invitate a proporre azioni di sostegno all’invecchiamento attivo nel campo dell’occupazione, della protezione sociale, delle politiche per la famiglia, dell’istruzione e della formazione, della sanità, dell’urbanistica e dei servizi sociali. Si vuole così aumentare la consapevolezza del contributo che gli over 65 possono apportare alla società e nello stesso tempo dare rilevanza all’importante ruolo svolto dai giovani per la società nel suo insieme, individuando, realizzando e diffondendo buone prassi nel settore.
Ogni Stato membro si avvale di un organismo di coordinamento a livello nazionale per la promozione e lo svolgimento delle attività dell’Anno 2012.
In Italia, il coordinamento nazionale è assicurato dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia che svolge un raccordo tra le amministrazioni e gli altri attori coinvolti per la programmazione delle attività sul territorio nazionale.
Allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere i temi principali che riguardano l’Anno Europeo 2012, il Dipartimento ha già iniziato una campagna integrata di comunicazione di cui il sito web, è il primo strumento informativo per conoscere attività, eventi e buone pratiche.
Per facilitare la realizzazione di questi obiettivi si è inoltre costituita una Rete europea di coordinamento “Coalizione EY2012”, formata da diverse organizzazioni europee che vedono in quest’appuntamento un’opportunità per affrontare i temi della discriminazione per età in tutti gli aspetti della vita e promuovere la non-discriminazione e l’uguaglianza di genere in tutti gli aspetti dell’invecchiamento attivo e della solidarietà intergenerazionale.
La promozione dell’invecchiamento attivo, a cui è dedicato il 2012, sarà inoltre collegata con i temi dell’Anno europeo 2010 e 2011 sulla lotta alla povertà e l’esclusione sociale e di promozione del volontariato.

lunedì 2 gennaio 2012

LAVORO? C'è, ma senza laurea.....

Nell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle, le aziende italiane hanno offerto un lavoro a 208 mila giovani, ma nel 22% dei casi hanno avuto difficoltà a trovare il profilo giusto, principalmente per due ragioni: perché il giovane richiesto non aveva la preparazione adeguata oppure perché il posto offerto non è stato accettato dal lavoratore, ritenuto poco “attraente”, cioè non corrispondente alla propria formazione e alle proprie aspirazioni, troppo faticoso o malpagato.  
Circa 45 mila posti di lavoro offerti a persone con meno di 30 anni sono così risultati difficili da coprire. Il disallineamento fra la domanda e l’offerta di lavoro, in particolare per quanto riguarda la fascia giovanile, emerge da uno studio Unioncamere-Excelsior presentato pochi giorni fa a porte chiuse al ministero del Lavoro e alla presenza di esperti della commissione europea. Nel 2011 le assunzioni che le aziende hanno dichiarato di voler fare sono state in totale 595.160, escludendo gli stagionali (altrimenti si arriva a 846.010). Di queste 208.300 hanno riguardato giovani con meno di 30 anni (280.800 considerando anche gli stagionali), quasi una su tre.  
L’indagine, compiuta presso un campione di ben 100 mila aziende rappresentativo di tutte le imprese dell’industria e dei servizi (va avanti dal 1997 ed è particolarmente attendibile), fa vedere che anche tra i giovani i posti di lavoro più offerti dal nostro sistema produttivo sono a qualifica medio-bassa, almeno come livello di istruzione richiesto: serve la laurea solo nel 14,8% dei casi, basta il diploma per il 48,4% delle assunzioni e la qualifica professionale per il 17%, mentre per il restante 23,8% non c’ è bisogno di alcun titolo. (continua alla pagina successiva). 
Under 30? La laurea indispensabile solo nel 14,8% dei casi. Questo è quanto emerge da uno studio Unioncamere-Excelsior presentato pochi giorni fa a porte chiuse al Ministero del Lavoro alla presenza di esperti della commissione europea.

martedì 20 dicembre 2011

FAREAMBIENTE: Convegno al Campidoglio, Roma 14 Dicembre 2011


Si è tenuto a Roma nei saloni del Museo Capitolino del Campidoglio lo scorso 14 Dicembre il convegno organizzato da FareAmbiente Movimento Ecologista accreditato presso il Ministero dell’Ambiente dal titolo: Salute, Territorio e Turismo. FareAmbiente ricordiamo ha posto tra uno degli obiettivi del 2012 quello della sensibilizzazione della popolazione, con particolare interesse verso i giovani, sul tema della sana alimentazione. - I motivi che ci spingono ad operare in questa direzione dipendono da una duplice considerazione - ha dichiarato il Presidente Nazionale Vincenzo Pepe – “l’aumento esponenziale del numero di cittadini afflitti dal problema dell’obesità e tra questi in aumento bambini e giovani, la necessità di salvaguardare e sviluppare le coltivazioni tradizionali Italiane, consentendo contemporaneamente il mantenimento e l’allargamento delle aree coltivate e quindi presidiate dall’uomo La scienza ha promosso la dieta mediterranea come fattore importante per una vita salutare: gli alimenti principali a cui questa dieta fa riferimento sono prodotti nel nostro territorio o pescati nei nostri mari. Putroppo in Italia cresce la moda del panino con carni e grassi, dei pasti mordi e fuggi, dell’uso di addensanti provenienti dal grasso del latte o da altri maggiormente dannosi, mentre diminuisce il consumo dei cereali, dei legumi, delle verdure e della frutta; il pesce azzurro è sostituito da fritture di pesci congelati di sconosciuta o lontana provenienza e le bevande gassate, hanno soppiantato le spremute di agrumi o i frullati di frutta – ha aggiunto Pepe. Ed ancora improbabili merendine zuccherate hanno soppiantato le marmellate di frutta negli spuntini dei ragazzi. Tutto ciò sta all’origine della obesità, anche infantile, delle alterazioni cardiovascolari, dell’aumento delle patologie legate alla presenza eccessiva di grassi e di zuccheri nella circolazione del sangue: in poche parole ci stiamo avvelenando. Infatti mentre la durata della vita cresce grazie ai progressi della medicina e della chirurgia, la qualità della vita stessa e la capacità di continuare a produrre impegno scendono a vista d’occhio come testimoniano il numero delle patologie trattate dagli ospedali ed il consumo dei farmaci.
Mentre questo fenomeno si espande, parallelamente aumentano gli abbandoni nelle campagne soprattutto nel meridione. Ogni anno spariscono colture tradizionali che hanno caratterizzato i panorami agricoli e le abitudini umane per secoli. In contrasto a ciò aumentano le importazioni di prodotti alimentari sconosciuti sino a pochi decenni orsono, si modificano i sistemi di cottura dei cibi, intervengono con sempre maggiore frequenza le diversificazioni nelle diete di ogni giorno, sulla spinta anche della pubblicità che fortemente interviene su queste scelte grazie agli ampi margini di guadagno che consentono produzioni provenienti dall’estremo oriente o da aree a forte presenza di agricoltura industrializzata.
Contro tutto ciò FareAmbiente ritiene urgente e doveroso impegnarsi in una grande mobilitazione volta a pubblicizzare linee coerenti di alimentazione sana, equilibrata e ricca di sapori, pubblicizzarla tra i giovani, nelle scuole, ma anche all’interno dell’intera società Italiana. Andremo a fare pressione sulle Regioni per fare prevedere menù consequenziali a queste scelte nelle mense scolastiche, ma affronteremo anche il problema delle mense aziendali, mentre cercheremo di convincere bar, ristoranti, luoghi di intrattenimento, ad osservare le regole delle dieta mediterranea che sono anche regole che riguardano i sistemi di cottura ed i condimenti oltre agli alimenti principali, magari esibendo un simbolo che rappresenterà la garanzia per i consumatori e testimonierà questa scelta.
Quindi una grande mobilitazione per la salute, la costituzione di un comitato nazionale di FareAmbiente per il coordinamento delle iniziative e la produzione delle linee guida, comitato che vedrà la presenza di esperti in tutti i settori oltre che dei medici, comitato nazionale a cui si aggiungeranno omologhi comitati regionali ai quali vogliamo presenti, in prima linea assieme agli scienziati, gli agricoltori, gli industriali del settore alimentare ed i ristoratori. 
I motivi che ci spingono ad operare in questa direzione ha continuato Antonio Iaconetti Coordinatore per la Calabria – dipendono da una duplice considerazione: l’aumento esponenziale del numero di cittadini afflitti dal problema dell’obesità e tra questi in aumento bambini e giovani e la necessità di salvaguardare e sviluppare le coltivazioni tradizionali Italiane, consentendo contemporaneamente il mantenimento e l’allargamento delle aree coltivate e, quindi, presidiate dall’uomo.” Nel pomeriggio si è poi tenuta la consueta tavola rotonda dove i vari coordinamenti regionali hanno esposto le proprie iniziative da portare avanti per l’anno 2012. La Calabria ha presentato due proposte di legge: la prima riguarda azioni per favorire l’utilizzo delle terre incolte, abbandonate o insufficientemente coltivate. Tale intervento ha dichiarato Antonio Iaconetti “appare prioritario per diversi motivi; il primo la messa in sicurezza delle terre soggette a rischio idrogeologico, per lo sviluppo della produzione agricola e la creazione di nuovi posti di lavoro per consentire l’applicazione in tutte le Regioni della deroga prevista dal Dlgs. n.28/2011 dando priorità alle politiche agricole rispetto a quelle della produzioni energetiche. La seconda proposta di legge riguarda la modifica dell’articolo 47 della Costituzione, presentata dal Coordinatore Nazionale dei Giovani FareAmbiente Aurelio Longo. Trattasi dell’articolo in materia di accesso del risparmio popolare al riconoscimento dello strumento del microcredito come occasione per lo sviluppo di impresa sostenibile, responsabilità sociale riguardante una sempre maggiore attenzione alla salute individuale ed alla tutela ambientale. Fino ad oggi – ha dichiarato Aurelio Longo – La più importante fonte di finanziamento del microcredito è stata la provenienza istituzionale o bancaria, ma recenti studi hanno dimostrato che l’integrazione del mercato globale e la crescente consapevolezza delle ineguaglianze ed interdipendenze mondiali hanno aumentato in modo significativo il numero degli individui con preferenze sociali e disponibilità a pagare non soltanto per l’inclusione dei più poveri ha concluso Aurelio Longo – ma anche per finanziare progetti ritenuti importanti quali la tutela ambientale.
www.fareambiente.it

FAREAMBIENTE: Convegno al Campidoglio, Roma 14 Dicembre 2011









Mentre questo fenomeno si espande, parallelamente aumentano gli abbandoni nelle campagne soprattutto nel meridione. Ogni anno spariscono colture tradizionali che hanno caratterizzato i panorami agricoli e le abitudini umane per secoli. In contrasto a ciò aumentano le importazioni di prodotti alimentari sconosciuti sino a pochi decenni orsono, si modificano i sistemi di cottura dei cibi, intervengono con sempre maggiore frequenza le diversificazioni nelle diete di ogni giorno, sulla spinta anche della pubblicità che fortemente interviene su queste scelte grazie agli ampi margini di guadagno che consentono produzioni provenienti dall’estremo oriente o da aree a forte presenza di agricoltura industrializzata.
Contro tutto ciò FareAmbiente ritiene urgente e doveroso impegnarsi in una grande mobilitazione volta a pubblicizzare linee coerenti di alimentazione sana, equilibrata e ricca di sapori, pubblicizzarla tra i giovani, nelle scuole, ma anche all’interno dell’intera società Italiana. Andremo a fare pressione sulle Regioni per fare prevedere menù consequenziali a queste scelte nelle mense scolastiche, ma affronteremo anche il problema delle mense aziendali, mentre cercheremo di convincere bar, ristoranti, luoghi di intrattenimento, ad osservare le regole delle dieta mediterranea che sono anche regole che riguardano i sistemi di cottura ed i condimenti oltre agli alimenti principali, magari esibendo un simbolo che rappresenterà la garanzia per i consumatori e testimonierà questa scelta.
Quindi una grande mobilitazione per la salute, la costituzione di un comitato nazionale di FareAmbiente per il coordinamento delle iniziative e la produzione delle linee guida, comitato che vedrà la presenza di esperti in tutti i settori oltre che dei medici, comitato nazionale a cui si aggiungeranno omologhi comitati regionali ai quali vogliamo presenti, in prima linea assieme agli scienziati, gli agricoltori, gli industriali del settore alimentare ed i ristoratori. 
I motivi che ci spingono ad operare in questa direzione ha continuato Antonio Iaconetti Coordinatore per la Calabria – dipendono da una duplice considerazione: l’aumento esponenziale del numero di cittadini afflitti dal problema dell’obesità e tra questi in aumento bambini e giovani e la necessità di salvaguardare e sviluppare le coltivazioni tradizionali Italiane, consentendo contemporaneamente il mantenimento e l’allargamento delle aree coltivate e, quindi, presidiate dall’uomo.” Nel pomeriggio si è poi tenuta la consueta tavola rotonda dove i vari coordinamenti regionali hanno esposto le proprie iniziative da portare avanti per l’anno 2012. La Calabria ha presentato due proposte di legge: la prima riguarda azioni per favorire l’utilizzo delle terre incolte, abbandonate o insufficientemente coltivate. Tale intervento ha dichiarato Antonio Iaconetti “appare prioritario per diversi motivi; il primo la messa in sicurezza delle terre soggette a rischio idrogeologico, per lo sviluppo della produzione agricola e la creazione di nuovi posti di lavoro per consentire l’applicazione in tutte le Regioni della deroga prevista dal Dlgs. n.28/2011 dando priorità alle politiche agricole rispetto a quelle della produzioni energetiche. La seconda proposta di legge riguarda la modifica dell’articolo 47 della Costituzione, presentata dal Coordinatore Nazionale dei Giovani FareAmbiente Aurelio Longo. Trattasi dell’articolo in materia di accesso del risparmio popolare al riconoscimento dello strumento del microcredito come occasione per lo sviluppo di impresa sostenibile, responsabilità sociale riguardante una sempre maggiore attenzione alla salute individuale ed alla tutela ambientale. Fino ad oggi – ha dichiarato Aurelio Longo – La più importante fonte di finanziamento del microcredito è stata la provenienza istituzionale o bancaria, ma recenti studi hanno dimostrato che l’integrazione del mercato globale e la crescente consapevolezza delle ineguaglianze ed interdipendenze mondiali hanno aumentato in modo significativo il numero degli individui con preferenze sociali e disponibilità a pagare non soltanto per l’inclusione dei più poveri ha concluso Aurelio Longo – ma anche per finanziare progetti ritenuti importanti quali la tutela ambientale.



www.fareambiente.it

giovedì 24 novembre 2011

Dispositivi di protezione individuale: norme comuni nell'Ue

Nell’ambito dell’applicazione della direttiva 89/686/CEE,riguardante l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri sui dispositivi di protezione individuale, la Commissione europea ha emanato la Comunicazione n.2011/C329/01 dell’11 novembre dove ha pubblicato i titoli e i riferimenti delle norme armonizzate ai sensi della direttiva.
Le norme armonizzate elencate nella tabella predisposta dalla Commissione,, riguardano apparecchi e dispositivi di protezione delle vie respiratorie, degli occhi e dell’udito, di protezione contro caduta dall’alto, contro il calore e le fiamme, contro prodotti chimici e microorganismiindumenti di protezione per attività radioattive, guanti, elmetti e altri dispositivi.
La tabella riporta quale organismo europeo di normalizzazione ha definito norma (CEN o Cenelec), il titolo della norma e il suodocumento di riferimento, la data di prima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il riferimento della norma sostituita e la data di cessazione della presunzione di conformità della norma sostituita.
La Commissione rende noto che ogni informazione relativa alla disponibilità delle norme può essere ottenuta presso gli organismi europei e nazionali di normalizzazione e che la tabella, di cui la Commissione assicura l’aggiornamento, sostituisce tutte le precedenti liste pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Ing. Aurelio Longo


sabato 22 ottobre 2011

Navi veleni: Fare Ambiente, confermata gigantesca montatura Iaconetti: anche Pignatone ne esclude presenza in coste Calabria


 (ANSA) - CATANZARO, 20 OTT - "Dopo il procuratore Eugenio Facciolla, anche Giuseppe Pignatone ha sgombrato il campo da ogni equivoco, affermando che non vi sono navi dei veleni al largo delle coste calabresi, intervenendo a Crotone al convegno nel corso del quale la Commissione bicamerale di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, ha presentato il rapporto sulla Calabria". Lo afferma, in una nota, Antonio Iaconetti, coordinatore regionale di Fare Ambiente Calabria.
"In tempi non sospetti, quando la notizia rimbalzava sui network nazionali e da più parti si reclamavano ispezioni a tappeto dei fondali - sostiene Iaconetti - non abbiamo esitato nel definire l'intera vicenda una gigantesca montatura destinata, purtroppo, a danneggiare il già fragile tessuto economico delle aree costiere della nostra regione. Adesso che la questione è definitivamente chiusa, sarà bene concentrare energie e risorse sulle tante emergenze ambientali per le quali la gestione commissariale, nonostante i tanti fondi a disposizione, non ha saputo trovare le giuste soluzioni". (ANSA).